Le difficoltà di essere genitore

Posta così è una domanda per la quale sembra esserci una sola risposta ed è “sì”. Ma è davvero così? Quali sono i fattori principali che vanno ad inficiare il “lavoro” per essere bravi genitori? Ed ancora, erano più bravi i genitori di prima o quelli di oggi? E quando si dice “bravi genitori”, che si intende di preciso?
Ovviamente è un tema impossibile da trattare nello spazio di un post di Facebook, con l’approfondimento che merita, però mi piacerebbe stimolare delle Vostre riflessioni, anche frutto di Vostre esperienze, per capirne ancora di più.
Ultimamente, complice questa società dell’apparenza favorita dai social, a volte si fa fatica a percepire con nettezza la distinzione dei ruoli tra genitori e figli. Va troppo di moda la versione “genitore-amico”, colui che preferisce evitare lo scontro per non patirne le “conseguenze” e che invece fanno parte del proprio ruolo.
La famiglia, ma anche la scuola, con la complicità di un perbenismo dilagante hanno mollato via via parti di autorità ed autorevolezza che invece sono necessarie, a mio avviso, ad un sano sviluppo dell’adolescente e ad un suo vivere nella comunità.
Non c’è una colpa specifica, è successo un po’ alla volta senza che nessuno ne abbia colto i segnali. In più, purtroppo, la totale assenza di vere e proprie politiche sociali governative ha reso sempre più invischiato il rapporto genitore-figlio. E’ vero che ogni generazione che succede all’altra porta con sé (in teoria) qualche conquista; l’impressione però è che sia davvero difficile considerare conquiste la facilità di accesso all’alcool e alle droghe (soprattutto cannabinoidi), l’assenza di rispetto sia per i coetanei che per gli adulti, il vivere isolati attraverso quel marchingegno infernale chiamato smartphone, credere che i sentimenti puri siano qualcosa di cui poter fare a meno a vantaggio di rapporti, anche fisici, che riflettono un’idea meramente consumistica anche relativa al corpo.
Nelle mie amicizie sono molti coloro i quali rivestono il ruolo di genitori. Ognuno lo fa a suo modo, con la propria intensità, usando strategie diverse anche tra fratelli: colpisce vedere che i risultati non sempre dipendono dall’amore messo in campo, dall’impegno utilizzato e via dicendo. I fattori caratteriali di un figlio e l’ambiente che lo circonda hanno delle ripercussioni inevitabili non solo sul ragazzo stesso ma anche sul rapporto che l’adolescente ha con i propri genitori.
Mi fermo qui perché avrei piacere che da questa semplice, e semplicistica, introduzione si possa avere un confronto di esperienze raccontate da chi leggerà questo post, così da riprenderne i contenuti ed elaborarli in un post successivo. E’ più forte di me, amo confrontarmi. Grazie come sempre per l’incredibile attenzione che ricevo.

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