Le “canne”…. guai a sottovalutarle

Se c’è una cosa che benedico nella mia formazione professionale, è quella di aver effettuato il tirocinio sia presso il reparto di psichiatria che presso quello di neuropsichiatria infantile.
Vedere gli effetti “finali” provocati dall’uso di cannabinoidi sia tra i maggiorenni che tra i minorenni mi ha permesso di farmi un’idea in merito molto precisa. La normalizzazione dell’uso che viene percepita nei discorsi. quando si prova a parlare del tema lascia davvero esterrefatti. Ci si ferma alla narrazione base secondo cui non ci sia niente di pericoloso e spesso i genitori di figli, soprattutto adolescenti, preferiscono non intervenire. Sanno e non sanno. Sanno, ma preferiscono non pensarci. Considerano che tutto sommato sia un male minore fino a che, forse qualcuno, non è costretto ad aprire gli occhi. In un articolo abbastanza recente della Fondazione Veronesi viene detto:”𝐺𝑙𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑎 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜, 𝑚𝑎 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑜𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑐𝑐𝑒. 𝐿𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑛𝑎𝑏𝑖𝑠 – 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑐𝑢𝑖 𝑑𝑒𝑟𝑖𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑢𝑒 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒 𝑑𝑟𝑜𝑔ℎ𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑢𝑠𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑎𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑣𝑎𝑛𝑖, ℎ𝑎𝑠ℎ𝑖𝑠ℎ 𝑒 𝑚𝑎𝑟𝑖𝑗𝑢𝑎𝑛𝑎 – 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑒̀ 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ «𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒» 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑚𝑒𝑟𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙’𝑎𝑑𝑜𝑙𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑠𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑔𝑒𝑛𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖. 𝐶𝑜𝑛𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑖𝑜𝑒̀ 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑒𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑒, 𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑡𝑒𝑡𝑟𝑎𝑖𝑑𝑟𝑜𝑐𝑎𝑛𝑛𝑎𝑏𝑖𝑛𝑜𝑙𝑜 (𝑇ℎ𝑐): 𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑑𝑒𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑙’𝑖𝑛𝑠𝑜𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑢𝑟𝑏𝑖 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑛𝑒𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑛𝑡𝑜𝑟𝑖. 𝐷𝑎 𝑞𝑢𝑖 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑡𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑑𝑒𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑛𝑎𝑏𝑖𝑠 𝑖𝑛 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 (𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑈𝑛𝑖𝑡𝑖) 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛’𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 «𝑒𝑑𝑢𝑙𝑐𝑜𝑟𝑎𝑡𝑎» 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑟𝑜𝑔ℎ𝑒 «𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒» (𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑜𝑛𝑜)”. Chi fuma derivati di una cannabis più «potente» – in cui il Thc è presente in concentrazioni pari o superiori al dieci per cento – convive infatti con un aumentato rischio di rimanere vittima di episodi psicotici. E’ ovvio che non sia l’unica causa ma di certo è una delle cause più potenti.
Il consumo di cannabis può dare origine al palesarsi di effetti psicoattivi che in alcuni casi comprendono sensazioni gradevoli, sotto forma di emozioni amplificate, stati di euforia, relax e calma. In altri casi e per altre persone si può andare incontro a reazioni molto meno piacevoli. I possibili disturbi correlati all’uso di cannabis sono numerosi e ben documentati: deficit cognitivi, dipendenza, depressione, disturbi d’ansia, attacchi di panico, insonnia. Tuttavia l’aspetto forse più urgente della questione è l’insorgenza di episodi psicotici. Marta Di Forti e alcuni colleghi del King’s College in uno studio durato sei anni, a Londra, hanno ottenuto dei risultati sconcertanti: il rischio di incorrere in episodi psicotici per i consumatori di cannabis è tre volte maggiore rispetto ai non consumatori. In un campione di 410 pazienti, il 24% degli esordi psicotici era attribuibile all’uso di cannabis.
Il problema è come far passare l’informazione ai giovani visto che si corre il rischio di essere percepiti come gli ennesimi recitatori di prediche e quindi da ignorare per partito preso. L’ideale, inutile dirlo, sarebbe quello di mostrare la situazione vissuta dai loro coetanei o da ragazzi poco più grandi, all’interno di un reparto psichiatrico. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐭𝐢𝐜𝐢, 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐧𝐞 𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐢, 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢: 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐧𝐚𝐛𝐢𝐬 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐫𝐫𝐞𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.
Oggi l’unica narrazione che hanno a disposizione i ragazzi è il fatto che quasi tutti i loro coetanei si drogano, che è una figata e che non è pericoloso. E’ necessario far capire loro l’altra faccia della storia”. Il punto è che la diffusione del problema è talmente ampia (i dati ufficiali dell’Espad Italia riportano che il 25,8 % dei giovani italiani nella fascia di età 15-19 anni ha fatto uso di cannabis nell’ultimo anno) e il vizio culturale (la droga “leggera”) talmente radicato che in pochi vogliono davvero sapere.
Mi fermo qui perché l’intento è solo quello di sensibilizzare e farvi venire la voglia di saperne di più. 𝑺𝒆 𝒂𝒊 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒊 𝒅𝒊𝒄𝒐 𝒇𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒂𝒊 𝒈𝒆𝒏𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒊𝒄𝒐 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒄𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒐 𝒓𝒖𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝒆𝒅𝒖𝒄𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒊. 𝑪’𝒆̀ 𝒊𝒏 𝒈𝒊𝒐𝒄𝒐 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊.

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